Ecologia

Perchè il male non è la plastica, ma l’uso che se ne fa.

Dopo decenni di uso quotidiano, siamo di fronte ad una rivolta mondiale contro la plastica.

Una grande ondata di indignazione pubblica sta chiedendo ai Governi di legiferare per eliminare la plastica dalla nostra vita e, stando al grande impegno profuso, i segnali sembrano promettenti.

A cosa sia dovuto questo cambiamento è una questione tutta da discutere. E’ cambiato, ad un livello profondo, il modo in cui noi pensiamo alla plastica. Prima la vedevamo come un rifiuto – seccante ma non minaccioso.

Il problema dei rifiuti, e in particolare della plastica, è urgente e complesso. Le recenti normative europee sull’economia circolare e contro la plastica usa e getta sembrano muovere nella direzione giusta. Ma per risolvere il problema sono necessari una riprogettazione dei cicli produttivi e dei cambiamenti importanti nel sistema di raccolta differenziata.

L’industria “in fuga “ dalla plastica, che vive una profonda crisi reputazionale, si sta spostando su altre materie prime per realizzare imballaggi che, anche nell’immaginario comune siano percepite come maggiormente sostenibili. La carta sta raccogliendo grandi consensi anche da parte delle catene di supermercati che vogliono sostituire o ridurre gli imballaggi in plastica. Ma la sua filiera è tutt’altro che ecologica.

Riciclo e riuso: Riduzione dei rifiuti

Una volta chiarito che la raccolta differenziata è solamente un mezzo, che ha senso di esistere solo quando i materiali raccolti vengono reintrodotti in nuovi cicli economici senza che il loro valore economico si perda. Molti materiali sono purtroppo riciclabili solamente in teoria, ma poi nella pratica cosa succede? In Italia raccogliamo tutte le plastiche, sia quelle flessibili che quelle rigide, ma circa la metà del totale raccolto viene termovalorizzata.

Che senso ha quindi produrre imballi definiti riciclabili quando la loro fine è la stessa degli “usa e getta”? Quali sono le ragioni per cui il riuso non “sfonda” nel settore dei beni di largo consumo nonostante l’opinione pubblica sia preoccupata, come mai prima d’ora , sugli impatti della plastica nell’ambiente?

Se da una parte possono esserci dei pregiudizi rispetto al riuso, che può venire associato (ingiustamente come vedremo) a pratiche “antiquate” del passato, dall’altra ci sono le difficoltà da parte industriale sul dovere ridisegnare gli attuali modelli industriali e di commercializzazione dei prodotti e servizi che sono basati sull’utilizzo del monouso. L’ostacolo maggiore è di ordine economico in quanto gli attuali modelli sono basati sull’esternalizzazione dei costi del fine vita dei prodotti.

Il riuso è una delle strategie più efficaci per ridurre il consumo di risorse, i rifiuti e le emissioni di Co2, anche per gli imballaggi.

Anche negli eventi come manifestazioni, concerti, sagre e feste di paese, il riuso offre garanzie di riduzione costi economici ed ambientali: MENO imballaggi,  MENO rifiuti da smaltire, sistema cauzionale per il controllo dei resi. Meno rifiuti prodotti significa una gestione della nettezza urbana più snella: MENO camion verso la discarica, MENO personale delle aziende gestione rifiuti da impegnare nella logistica.

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fonte Associazione Comuni Virtuosi

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